mercoledì 15 maggio 2013

La focaccia dell'infanzia



Ho passato tutte le estati della mia infanzia in Versilia, con zii, cugini e nonni, come si faceva una volta. Ho imparato tantissimo e mi sono state tramandate la gran parte delle tradizioni e competenze che ancora oggi sono le mie più preziose alleate. Ho passato giornate splendide tra gli affetti veri, ho bighellonato per ore sulla spiaggia, in giardino. Ho fatto chilometri in bici, prima nel seggiolino, poi sola, sulla mia Bianchi rosa confetto regalatami dallo zio, e infine con la cuginetta nel seggiolino montato sulla mia bici. Ho imparato a cucinare, a ricamare. Ho passato terribili ore tra i banchetti del mercato del Forte, dove vedevo solo sederi, ho mangiato chili di gelato ai mirtilli, di schiacciatine e bomboloni. Ho scoperto la spuma e come tutte le ragazzine, mi sono innamorata del bagnino. Ma il momento più bello era quando mi portavano da Orlando a mangiare la focaccia di cipolle. Non ci ho più pensato per anni, ma per la prima volta l'altro giorno ho provato a farla io. Il primo morso è stato un fulmine, una sorta di macchina del tempo che mi ha catapultata nel passato, e sono tornata bambina.


Focaccia Orlando
Per una teglia

1/2 kg di impasto per focaccia

Formaggio fresco spalmabile (Philadelphia)
Fleur de sel
Olio di semi di girasole
Olio evo
3/4 grosse cipolle (meglio se bianche)
Affettare le cipolle e rosolarle nell'olio, quindi aggiungere un filo d'acqua, salare e farle stufare per oltre un ora. Aggiungere di tanto in tanto un po' d'acqua. Dovranno essere tenerissime. Preparare l'impasto per la focaccia come d'abitudine, cospargerlo di olio evo e di fleur de sel e infornarlo (io per distribuire bene l'olio utilizzo il primo pezzo di cipolla che viene scartato, quello con il picciolo. In questo modo non sporco un pennello e profumo delicatamente la superficie della focaccia). Tagliare la cipolla, spalmarla con abbondante formaggio e distribuire una dose generosa di cipolle ancora tiepide.

martedì 7 maggio 2013

E un bullone si fece perla



Ricky voleva dei braccialettini fini da portare sempre, ma da poter levare se necessario. E, assolutamente, non da femmina! Un bullone è l'unica cosa simile ad una perlina, ma maschile, che mi è venuta in mente. Devo aver azzeccato, perché anche mio marito me ne ha chiesti due... E così ho trasformato la sua richiesta in un lavoretto da proporre ai piccoli lettori di Illustrazione Ticinese.  


giovedì 2 maggio 2013

Fotocopiati!



Sarà un po' un retaggio degli Anni 80, quando ci divertivamo un sacco a fotocopiarci le manine, ma quando le giornate piovose non danno tregua, ogni espediente per far passare il tempo diventa buono. Ecco allora la nuova "fotoesposizione" sul mio tavolo da lavoro. Riccardo, che non si sa bene come abbia potuto tenere gli occhi aperti, dice che Valentina sembra un cavallo che corre nel vento...



martedì 30 aprile 2013

Da maialini a orsetti lavatori!



Che i vostri cuccioli siano nella fase maialino, "l'acqua fa male e lavarsi è la cosa più pericolosa che ci sia", o se invece sono in pieno periodo orsetto lavatore, "l'acqua è il gioco più bello del mondo e il sapone fa delle bolle fantasticose", questa idea andrà bene comunque. Agli uni magari farà venir voglia di lavarsi e i secondi la troveranno geniale. Vale è nella fase orsetto lavatore al momento, e l'ha trovata assolutamente strepitosa!
Avevo visto in rete dei cubetti di lego messi nel sapone e l'avevo trovato divertente, ma io trovo che degli animaletti a tema siano più indicati. Al posto dei cubetti di lego poi io preferirei un ometto sommozzatore, sempre lego. L'importante è che il sapone sia in gel trasparente.

giovedì 25 aprile 2013

Un portachiavi?



Non ho mai fatto dei portachiavi, sono sempre rimasta fedele alla mia idea originale, che poi era una reale necessità, di realizzare segnalibri. Ambra però mi ha chiesto un gufetto che facesse la guardia alle chiavi del suo ragazzo per cui eccolo qui. Non ha il becco perché si sa, gli uomini non amano le chiacchiere... Hihihi

martedì 23 aprile 2013

Che... invasata!



Siccome divido la mia craft room con i bambini, e come vi ho mostrato nel post precedente, per loro ho realizzato questo lampadario, ho sfruttato l'idea per sistemare i miei bottoni. I personaggi non solo casuali, ho scelto quelli che mi ricordano la mia infanzia, Paperino, un Puffo e Globi, e quelli che mi ricordano quella dei miei bambini, Scrat e Hugo. Quindi, dei vecchi vasetti di marmellata, colla calda e una bomboletta spray di vernice bianca e voilà.
La gabbietta che vedete sullo sfondo è tutta un'altra storia, che vi racconterò un'altra volta...

martedì 16 aprile 2013

Ricordi in bianco



Riccardo ha giocato tantissimo con questi piccoli personaggi. Ore e ore passate ad allinearli, a dividerli in gruppi e categorie: tutti gli animali, tutti quelli gialli, tutti quelli con le ruote, tutti i maschi, tutte le femmine, tutti i pinguini, ... Se penso a Ricky piccolo è questa la prima immagine che ho di lui! E ora tutti questi personaggini sono in grave pericolo. Perché lui non ci gioca più, sebbene li adori ancora, ma Valentina li butta ovunque, ci cammina sopra, li rompe. Ecco allora come ho deciso di salvarli dall'estinzione e tenermeli vicini. Nel locale che condivido con i bambini. Appesi al sicuro sul loro divano personale.