lunedì 21 marzo 2016

Altri fantastici quattro!


9. In una buca del minigolf, Quartino
6. Nello spogliatoio di un club di tennis, Lamone
7. In una busta indirizzata, Lugano
8. Sulla telecamera in una pista di ghiaccio, Lugano

Sono già 12 gli ometti abbandonati a casaccio, e più ne abbandono, migliori diventano i luoghi... Il numero 9 l'ho visto beccarsi una pallina sul muretto, e ho visto l'espressione del bimbo che l'ha trovato, divertentissimo! Il 10 è finito vicino ai vestiti di una ragazza che iniziava la lezione quando il gruppo delle piccole aveva già finito. Mi ha colpito come osservava quelle nanerottole esagitate. Aveva un sorriso misto di malinconia e divertimento. L'11 aveva una missione scaramantica fondamentale che gli è riuscita! Il 12 è stato abbandonato alla festa del papà e so che ne ha trovato uno poche ore dopo. Il n. 13, che spero non porti sfortuna, uscirà dal Ticino e verrà abbandonato nel Canton Neuchâtel, per cui gli dovrò insegnare qualche parolina di francese...

martedì 23 febbraio 2016

Abbandonare diventa più facile!


5. Sul tavolino di un bar, Vezia
6. Sulla panchina davanti alla chiesa, Massagno
7. Alla maniglia di un'auto, Canobbio
8. Su un sentiero escursionistico, Apple Vicagna

Dopo i primi abbandoni, per i quali davvero ho fatto fatica, sia a trovare il posto più adatto, sia a separarmi dai miei ovetti, ora sto diventando più spavalda e intrepida. Però accidenti, questa iniziativa scandisce il tempo, che passa troppo velocemente...! 

lunedì 15 febbraio 2016

La mia moodboard




Con il giveavay di Petit pois rose, ho colto l'occasione per assemblare la mia moodboard, che altro non è che una tavolozza umorale. Una sorta di collage di oggetti che rappresenta, in un solo colpo d'occhio, lo stile, il carattere e le caratteristiche di chi la compone. E funziona! Guardando le moodboard ci si fa veramente un'immagine di chi le ha composte. Ecco allora la mia, che comprende le cose che uso quotidianamente, che tengo con me perché sono importanti, che mi servono da promemoria. Prima di tutto la composizione è rigorosa perché non sopporto il disordine e, lo confesso, tendo a raddrizzare oggetti, quadri, foto... Ho scelto il fondo bianco perché è ciò di cui ho bisogno per creare. C'è un ovetto di Incubino, uno dei 52 che abbandonerò in giro per il mondo onorando il buon proposito di gentilezza che mi sono posta per il 2016; i rocchetti di filo sono nei tre colori che utilizzo per i miei Incubini, gli aghi nelle due misure che uso per tutti i miei lavori - e se ne perdo uno impazzisco; i miei due smalti preferiti, in bilico tra neutro e rosso perfetto. Sì, il rosso è l'unico colore che in qualche modo e in forme diverse è spesso presente, nelle mie creazioni e nella mia vita; due timbri che uso per contrassegnare i miei lavori; un collage di mia figlia, per ricordarmi che i dettagli sono importanti, e che basta sbagliare una lettera per rovinare l'insieme; il tessuto già tagliato per produrre i miei lavori; l'ago per imbottire le mie creaturine; una caramella svizzera, perché nella vita ci vogliono sempre dolcezza, e radici; un disegno di mia figlia, perché mi scalda il cuore e mi ricorda di essere sempre istintiva, e che a volte qualche dettaglio in più nelle mie creazioni sempre essenziali a volte ci può stare; e infine la sua manina che rubacchia la caramella, perché so che nella vita bisogna accettare anche gli imprevisti, i piccoli, grandi imprevisti che possono sconvolgere i piani, ma che non devono frenarci.
#pprgiveaway #colorgiveawaypetit #petitpoisrose

venerdì 12 febbraio 2016

Perché creo pupazzi?


 Un Incubino, con i suoi bagagli, pronto per partire.

Molte di voi credo sappiano che sono redattrice di Illustrazione Ticinese, il maggiore mensile per famiglie della Svizzera italiana, per il quale mi occupo di interviste, redazione testi, rilettura bozze e delle mie rubriche di moda, bellezza, arredamento, tendenze e attività creative per bambini. Nel contempo faccio anche parte di un'agenzia pr per la quale principalmente mi occupo di traduzioni. Poi sono mamma e moglie, e nel limite del possibile cerco di essere anche amica. È solo nei ritagli di tempo che creo le mie creature. Perché? Vi chiederete voi, se hai già un lavoro "vero"? Me lo sono chiesta anch'io, perché è importante conoscere le ragioni che ci muovono a fare le cose. Beh, io ho una formazione artistica alle spalle, che mi è rimasta appiccicata addosso anche se oggi il mio lavoro è fatto di rigore. E allora creare mi riallaccia al mondo della fantasia e della creatività. Mi rilassa, mi fa stare bene, mi permette di pensare e di fare ordine nei miei pensieri. Forse per questo lo faccio sempre nel silenzio. Ma ciò che amo di più è il contatto con le persone che si rivolgono a me affinché io dia forma alla loro fantasia e ai loro desideri. Ascoltare, interpretare, comunicare con chi decide di comprare un oggetto fatto a mano direttamente dal produttore è il vero valore aggiunto. Ricevere un messaggio la sera tardi, perché chi ha adottato e regalato un Incubino desidera condividere con me la gioia di chi l'ha ricevuto, oppure ricevere una foto di un bimbo abbracciato a una mia creatura. Queste sono le ragioni che mi spingono a trasformare fili, tessuti e ovatta in piccole creature in grado di regalare, soprattutto a me, il calore dei rapporti umani. Ecco perché creo. Ecco perché credo fortemente che il mondo dell'handmade, che è popolato da tantissime creative eccellenti, abbia un valore che la grande industria non potrà mai offrire.

mercoledì 27 gennaio 2016

I primi abbandoni, qualche riflessione e una richiesta d'aiuto



N. 1 Carrello di un supermercato, Besso
N. 2 Ascensore di un supermercato, Vezia
N. 3 Bancomat di una banca, Mendrisio
N. 4 Auto elettrica in carica, Comano

Eccoli qui i primi ovetti abbandonati per il progetto #goccegentili, i 4 trovatelli di gennaio che spero abbiano trovato una famiglia. 
Dopo un mese posso dire di poter trarre le prime impressioni di questa esperienza. Prima di tutto si è rivelata un'impresa, ed un proposito, più difficile da attuare di quanto avessi previsto. Sarà che in Svizzera non si abbandona nulla per strada, e non si tocca la proprietà altrui! Quindi mi sono accorta che:
1. Aggirarsi furtivamente attorno alle cose degli altri crea sospetto. Bisogna farlo di nascosto.
2. Fotografare qualcosa che non ti appartiene, che sia una bucalettere, un'auto o una bici, non è cosa benvista.
3. Le persone non prendono, anzi non toccano nemmeno, ciò che non è chiaramente a disposizione. Ecco perché non arrivano neppure a leggere il bigliettino. Se c'è un oggetto posato da qualche parte lo si lascia lì. Qualcuno lo verrà a cercare...
4. Non è possibile abbandonare un oggetto in un luogo pubblico. Potrebbe far parte della decorazione, oppure essere in vendita. Ho lasciato un ovetto nel bagno di un ristorante, ad inizio cena. Quasi tutte le signore nel corso della serata sono andate in bagno. Alla fine della cena sono tornata in bagno e l'ovetto era ancora lì, esattamente come l'avevo lasciato. Ovviamente devono aver pensato che facesse parte dell'arredamento, quindi non si tocca.
5. Trovare un posto che sia sufficientemente visibile e frequentato, eppure protetto da eventuali intemperie, come pioggia, neve o vento, è difficilissimo.


Quindi, devo ripensare ai luoghi di abbandono, "personalizzandoli" di più. 

Avete dei suggerimenti per diventare mie complici? Grassieeeeee

lunedì 4 gennaio 2016

Nel 2016 sarò più gentile!



Questa volta tra i buoni propositi per l'Anno Nuovo, ho deciso che è arrivato il momento di farmene uno vero, e concreto: voglio essere più gentile! Tutto è nato da un post di Tulimami. Lei racconta di una ragazza che incarta bustine di tè e le lascia sui portapacchi delle bici, come piccolo omaggio gentile, e di Anne Herbert, che scrisse su una tovaglietta di una tavola calda di Sausalito "Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso". Una frase che divenne celebre e che in molti raccolsero, ognuno a modo suo. Tulimani abbandona un biscù di carta alla settimana sulle bici o dove capita. Io ho deciso subito di raccogliere questo testimone gentile, dovevo solo decidere in che modo. Ci ho pensato durante le vacanze di Natale, sommersa dalle infinite frasette natalizie, da tutti quegli auguri e dai mille buoni propositi che rimangono solo parole. Volevo rimanere fedele all'idea originale ma anche a me stessa. Ho escluso subito l'idea di lasciare qualcosa di commestibile, perché credo che le persone diffiderebbero, ma volevo rimanere vicina all'idea della bustina, e all'hashtag goccegentili, così come al mio principio di creare solo cose utili. Cosi ho pensato a un uovo di Incubino, che sembra una goccia, con un lungo cordino, che lo fa assomigliare a una bustina di tè, che lo trasforma in segnalibro e che mi permette di appenderlo. L'ho immaginato di tessuto leggermente imbottito, perché è solo da un uovo di stoffa che può nascere un Incubino. Come Tulimami ne abbandonerò uno alla settimana, e quando possibile farò una foto e la pubblicherò per raccontarvi come è andata. Insieme all'ovetto metterò un bigliettino con la frase della Herbert e l'hashtag goccegentili affinché chi lo riceverà potrà sapere di cosa si tratta. Inizialmente volevo lasciare l'ovetto soltanto, perché un vero gesto gentile deve essere totalmente disinteressato, e con un'indicazione mi sembra di chiedere un ringraziamento, ma poi ho pensato che se io trovassi un oggetto così, penserei che qualcuno lo ha perso e lo appoggerei su un muretto, affinché lo si possa ritrovare.
In fondo si tratta anche di un piccolo esperimento sociale, e sono curiosa di scoprire che impatto avrà, sugli altri e su di me...

lunedì 7 dicembre 2015

Il Natale è servito!



Dunque dunque... Apparecchiare una bella tavola festiva è una cosa molto difficile, il rischio è di esagerare con le decorazioni, ottenendo un effetto troppo colorato, troppo decorato, troppo pasticciato. Il segreto è scegliere un motivo, e un colore, e rimanevi fedeli. Quindi, se ad esempio avete la tovaglia rossa, rimanete su questo colore anche per tutti i dettagli decorativi, ma rimanete sul bianco neutro per il resto. Se sulla tovaglia ci sono delle renne, non aggiungete altri soggetti, come Babbi Natale, angioletti, campanelle, ecc. Se volete stupire i vostri ospiti con un pezzo davvero di tendenza, allora scegliete le alzatine monodose con campana. In commercio ce ne sono di tutti i tipi, una più bella dell'altra, ma comprarne un numero sufficiente per tutti i commensali diventerebbe davvero costoso, oltre che un impiccio poi da riporre. Io vi propongo una soluzione furbetta, che se preparata con un po' di accortezza sarà un successo, e vi permetterà di occupare un pomeriggio insieme ai vostri bimbi. Potete usarla a fine cena per presentare un piccolo dolcetto, che possono anche essere tre biscotti di Natale, insieme al caffè, oppure subito in entrata, per proteggere un piccolo benvenuto della cucina, un crostino con papà e composta di cipolle caramellate ad esempio, oppure con salmone e crema di maionese e wasabi. Scegliete il personaggio che si adatta con il soggetto della tovaglia, e coloratelo in base al resto della decorazione, oppure d'oro e argento, che rimangono un passe-partout...

Ecco, ora però desidero augurarvi che i vostri desideri si avverino, e che nel 2016 abbiate serenità, tanti sorrisi e creatività a piene mani!




 Questo post partecipa al tema "Natale" di


Infeltriscimi di Daniela
Zuccheramente di Federica
Favole di Legno di Angela e Marcello
 Lo Stile di Giò  di Giovanna 
Per sfizio ma non solo di Alessandra